Unire creatività, riflessione critica e linguaggi multimediali per diffondere empatia e rispetto: questo è stato il cuore della Mostra sulla Gentilezza. L’esposizione interattiva, allestita nell’atrio della scuola è stata interamente progettata e realizzata dalle studentesse e dagli studenti delle classi 1B, 3B e del corso AFO di Comunicazione multimediale, che hanno unito le forze esponendo i lavori curati insieme alle professoresse Alessia Capozzi, Genny Tomasi, Angela Zimotti e Donatella Manca.
Grazie a un approccio laboratoriale e coinvolgente, la mostra ha trasformato il pubblico da semplice spettatore a parte attiva dell’esperienza.
La classe 3B ha proposto un’installazione interattiva di forte impatto visivo ed emotivo incentrata sul contrasto all’hate speech (i discorsi d’odio online e offline). Chi ha visitato lo spazio è stato invitato a compiere un gesto simbolico ma potente: strappare fisicamente un pezzetto del foglio coperto di parole violente e insulti. Sotto la superficie grigia dell’odio, lo strappo ha rivelato progressivamente la bellezza e l’unicità di un volto nascosto, un promemoria visivo del fatto che dietro ogni schermo e dietro ogni parola ci sono sempre delle persone.
Molto ricco anche l’allestimento della classe 1B, capace di unire competenze linguistiche e informatiche: è stato esposto un libricino di pensieri gentili interamente scritto in lingua inglese, accompagnato da profonde riflessioni personali in italiano sul valore dell’accoglienza. La classe, inolte, ha applicato il pensiero computazionale alle relazioni umane, creando dei veri e propri “algoritmi della gentilezza”. Ispirandosi ai principi del Manifesto della comunicazione non ostile, queste sequenze logiche offrono soluzioni gentili e costruttive per risolvere piccoli e grandi problemi della vita quotidiana.
Il tocco multimediale e artistico è stato curato dal gruppo del corso AFO di Comunicazione multimediale che ha seguito il percorso di fotografia. Le studentesse e gli studenti hanno allestito un vero e proprio set fotografico all’interno della mostra, invitando visitatori e visitatrici a posare davanti all’obiettivo per diventare, con il proprio corpo, la lettera “I” all’interno della parola KIND (Gentile). Un’iniziativa di grande successo che ha ricordato a ciascuna e a ciascuno l’importanza di essere in prima persona promotori di gentilezza.
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